La tua azienda ti spierà

Sentirà, vedrà e saprà tutto quello che fai al lavoro

Quei mattacchioni degli Americani ci stanno fregando ancora una volta…

Orami l’abbiamo capito; le mode americane ci colonizzano. Se continuano così le cose dagli Stati uniti ci regaleranno una nuova schiavitù. Il braccialetto elettronico e suoi affini, che servono per i detenuti incominciano ad essere introdotti nelle aziende per controllare i dipendenti.

“Il 1984 di Orwell sta diventando sempre più una realtà, piuttosto che una finzione. Un numero crescente di aziende utilizza dispositivi per tenere traccia dei movimenti e delle conversazioni dei dipendenti. Pilita Clark del Financial Times ha incontrato Ben Waber, amministratore delegato di Humanyze, che sostiene di poter incrementare i ricavi della società rintracciando ciò che i dipendenti effettivamente fanno tutto il giorno. I dispositivi di Waber sono appesi al collo delle persone e dispongono di microfoni e sensori, che registrano il loro punto di vista e con chi stanno parlando (ma non quello che stanno dicendo, o almeno così ha dichiarato). Ma questo non è il più strano gadget di tracciamento dei dipendenti Clark è imbattuto. “Altre società stanno sviluppando sedie da ufficio intelligenti che sanno se ci si sta seduti su di esse … il che aggiunge un significato completamente nuovo all’idea del risultato finale” * (nella versione in inglese qui c’è un gioco di parole con una metafora circa la bottom line: <<which adds a whole new meaning to the idea of the bottom line>>. Letteralmente in italiano si tradurrebbe: <<che aggiunge tutto un nuovo significato alla linea del fondo schiena>>)

Ma ci sono anche altri esempi che vanno nella direzione opposta. Una azienda anziché fondarsi sulla sfiducia, sulla paura e sul controllo potrebbe avere più successo se solo sfruttasse il potere nascosto nelle emozioni più positive ed energizzanti, altrimenti corre il rischio di innescare meccanismi viziosi anziché virtuosi.

 

 

Si sa che purtroppo, come specie, siamo più pronti ad essere oltraggiati che ad essere lodati, e siamo invece lenti quando si tratta di dimostrare gratitudine o a rivolgere dei complimenti alle altre persone. L’essere umano è più incline a criticare piuttosto che a lodare.

A questo serve l’allenamento. Possiamo diventare migliori nel dare e ricevere lodi e a complimentarci sinceramente con gli altri. si tratta di una breve rieducazione emotiva che trasforma l’invidia in ammirazione, la superbia in umiltà, la shadenfreude in amore per il prossimo. Come al solito  l’uso consapevole delle emozioni e la loro gestione corretta sono alla base dei comportamenti umani virtuosi di cordialità, accoglienza, inclusione, benessere.

“Anthony Stephan di Deloitte dice a Fast Company. Creare un atmosfera calorosa ed accogliente non è un vantaggio fine a se stesso: può effettivamente portare a risultati di business positivi. Autumn Manning, cofondatore e CEO della piattaforma di coinvolgimento dei dipendenti YouEarnedIt, sottolinea l’importanza del feedback positivo come strumento di motivazione. Consiglia ai manager di pianificare i check-in regolari con i membri del team per evidenziare chiaramente i loro contributi positivi. “I dipendenti che si sentono apprezzati restano in azienda più a lungo e si impegnano attivamente nel loro lavoro”.*

Evviva: ci sono arrivati anche loro, hanno scoperto l’acqua calda. Il punto è che come al solito non si conosce la  storia e l’arroganza dell’ignoranza porta ad affermazioni che sono stupefacenti per la loro ovvia superficialità.

Riprendiamoci la nostra cultura, per favore! La profondità dello strutturalismo europeo è un patrimonio da conservare, un metodo che l’UNESCO dovrebbe tutelare.

Ma, bando ai sentimentalismi e toniamo a noi. Il punto è che l’essere umano per istinto fa solo tre cose: cerca di sopravvivere, cerca di riprodursi e soprattutto cerca di farlo in modo ecologico cioè è avverso allo sbattimento… insomma è fondamentalmente pigro.

 

 

*La pigrizia è secondo Brennan Jacoby, un filosofo dell’istituzione culturale The School of Life uno dei problemi principali delle aziende”*

– Ma va? Ma dai nooooo, dicii sul serio? Benvenuto Brennano nel mondo della realtà. La soluzione meglio riuscita al mondo per costringere le persone a cambiare l’istinto a non fare un cazzo è sta la cultura calvinista e protestante che attraverso una serie di regole ha generato un comando di inversione istintuale basato su una promessa di salvezza e di conquista del paradiso attraverso il lavoro e l’operosità)-

“Ha dato questa valutazione schiacciante dopo aver collaborato con la società tecnologica Dropbox per condurre un’indagine sull’atteggiamento delle persone nei confronti del lavoro. Hanno scoperto che, su 2.000 persone interrogate, quasi tre quarti hanno dichiarato di non lavorare al meglio delle loro capacità nemmeno una volta alla settimana. “Senza ruoli e obiettivi chiari siamo attratti verso fare il meno possibile e scroccare lo stipendio”, ha detto Jacoby. Ma non tutto è perduto; i manager possono cambiare le cose. La produttività e la felicità dei lavoratori aumentano se i membri del team hanno ruoli e responsabilità chiari”.

Vi rendete conto che sul inkedin, il portale più grande al mondo per i lavoratori, scrivono delle persone come questa Emily Spaven – una  “nudda ‘mbiscata cu nnenti” – che sono veramente  imbarazzanti per la loro pochezza di contenuti e di stile. Aiutooooo.

Ragionieriiii … Uniamoci! e restauriamo la concretezza che ci appartiene.

Antonio Meleleo

 

*Brani tratti e tradotti da un articolo di Emily Spaven pubblicato su LinkedIn Daily Rundown (UK) il 1 gennaio 2018


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